Lasciarsi osservare per capirsi…

osservazione[1]

Ogni insegnante dovrebbe di tanto in tanto mollare la corazza del proprio sapere e lasciarsi guidare da un altro, perché?
Per essere di nuovo vulnerabili ed aperti alla conoscenza.
Per scendere dalla cattedra spesso troppo e troppo goffamente difesa del docente che insegna e che non ha poi molto ancora da imparare, e riprendere il contatto con la realtà.
Per accorgersi che il filtro con cui vediamo le cose per quanto completo e sfaccettato è comunque un filtro, e se pure non può essere mollato può quantomeno essere sempre ridefinito allargandone l’orizzonte.
Perché scambiare informazioni, per imparare nel modo più semplice, ricevendo un insegnamento.
Per accorgerci se e quanto il nostro desiderio di imparare, la nostra curiosità si sia esaurita e regolarsi di conseguenza…
Per capire se il nostro percorso ci porta altrove…
Per non dare mai per scontato quello che facciamo…
Tutto cambia, tranne il fatto che tutto cambia (Gautama Buddha), osservarsi, lasciarsi osservare in modo vivo ci tiene in contatto con la versione più aggiornata di noi stessi.
Simone Moscato

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