Programma didattico

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Programma del corso di “tecnica vocale”:

Presupposto fondamentale

Il programma che viene di seguito proposto, non può certamente chiarire o prevedere tutti i possibili risvolti del percorso didattico, ma si propone di descrivere, attraverso una consecuzione ideale di step formativi, gli elementi più rilevante attorno cui costruire ed imparare.
Il presupposto formativo è quello di insegnare all’allievo come riscoprire la naturale relazione tra mente e corpo, gestirla e guidarla a proprio vantaggio attraverso lo studio degli atteggiamenti innati e  delle meccaniche invisibili della voce, scoprendo attraverso la combinazione consapevole delle varie parti in gioco nella produzione vocale, come dare vita a tutti i suoni possibili per ogni fisiologia vocale, nell’intento di liberare l’esigenza espressiva di ognuno attraverso scelte consapevoli e vicine all’identità vocale di chi canta.
Combinare non vuol dire separare, nella misura in cui ogni elemento dopo la giusta comprensione venga reinserito nella sensazione globale del canto, “le parti devono necessariamente tornare al tutto”, nel rispetto della natura “olistica” del suono.
Cantare non è certamente far funzionare un meccanismo, cantare è dire qualcosa attraverso l’espressività dei colori, del volume, dell’intensità, della tonalità dei suoni che produciamo, in associazione a concetti espressi con le parole o con l’assolutezza di suoni lasciati fuori da strutture verbali, ma cosa avviene quando il corpo non risponde in modo appropriato? E’ davvero necessario piegarsi a funzionamenti inconsapevoli che il corpo ci propone in relazione a postura, abitudine fonatorie legate al parlato, rigidità muscolari o blocchi legati al proprio carattere? O forse possiamo intervenire restituendo alla necessità di comunicare la più appropriata risposta vocale, studiando il proprio corpo in modo che sia espressione della propia identità, studiando la propria voce in modo che sia espressione di ciò che intendiamo comunicare in tutte le sue sfumature.
E’ sulla base di quest’esigenza che la proposta didattica che viene qui esposta si costruisce, non esponendo il modo “giusto” o quello “sbagliato” di cantare, ma insegnando in modo semplice come la voce “funziona”, lasciando poi al desiderio e alla responsabilità di chi canta la libertà di compiere una scelta.
Il programma di divide in tre parti, “l’approccio alla vocalità”, “l’elaborazione più complessa dei suoni” e “la produzione vocali oltre i limiti dell’ortofonia”.

Approccio alla vocalità
Approcciarsi in modo consapevole alla propria vocalità vuol dire innanzitutto comprenderne i linguaggi, capire cosa avviene, osservare, percepire, per poi utilizzare in modo consapevole.
Quando decidiamo di produrre un suono, il nostro corpo si organizza per creare qualcosa di soddisfacente rispetto a ciò che desideriamo fare, sulla base di quel che ha imparato nelle produzioni vocali precedenti durante il corso della propria vita.
Tutto avviene attraverso un ciclo di autoapprendimento incosapevole, nel quale l’esigenza crea un suono, il suono diventa un precedente memorizzato, e la memoria del suddetto suono diventa formalizzazione dell’esigenza stessa.
E’ proprio in questo ciclo che l’esperienza guidata nella creazione di un suono, insegna all’allievo come ogniuno di questi meccanismi può esere controllato, iniziando il percorso dai suoni più semplici ed accessibili rispetto alla propria riscoperta fisiologia vocale.

– Riscoperta delle relazioni naturali corpo e mente nella produzione vocale
– La voce come sommatoria della nota fondamentale e degli armonici
– Consapevolezza del ciclo causa-effetto “prefigurazione del suono e suono effettivo”
– Percezione del suono nello spazio di risonanza attraverso la sensazione vibratoria
– Percezione esterna dall’orecchio dell’equilibrio armonico (brillantezza corposità e spazialità) del “registro modale”
– “Attacco” del suono
– Relazione funzionale nella zona “bassa”, “media” ed “acuta” dell’estenzione, tra nota fondamentale, “armonici dell’articolazione” e “armonici della zona del palato molle e del fondo della gola”
– Identificazione della colonna fiato e della “verticalità del suono”, allineamento e studio della sinergia dei “tre settori” (respirazione,    vibrazione delle corde, risuonatori)
– Respirazione “globale” (costale-diaframmatico-addominale) quindi “appoggio”
– Studio dell’assetto posturale legato alla respirazione secondo gli insegnamenti dell’approccio Meziérès
– Rudimenti di fisiologia dell’apparato vocale
– Portamento del suono e controllo dinamico
– Vocalizzi semplici nella zona centrale del registro modale (una nota, intervalli di terza, quarta e quinta, con e senza metronomo)
– Studio di brani compatibili con il livello raggiunto
– Composizione di brani originali in collaborazione con l’allievo, per stimolare la ricerca dell’identità vocale.- Guida all’ascolto
– Esercizi di respirazione propedeutici alla meditazione (condizione importante per la “centratura” e la focalizzazione dell’allievo sulla propria identità vocale e per lo sviluppo della capacità di attenzione ed apprendimento)
– Gestione microfonica

Fase avanzata
Il secondo obbiettivo è quello di rendere l’equilibrio vocale dinamico e agile, aumentando la consapevolezza e gestendo la voce su tutta l’estensione, in tutti i registri vocali.

– Studio specifico degli “spazi di risonanza”
– Studio del registro: “misto” (gradi di bilanciamento nella produzione del suono tra corde vocali e risuonatore) nella zona “centrale” ed “acuta” dell’estensione
– Studio del registro di “falsetto”, “semplice”, “rinforzato” e “stop closure”
– Studio specifico dei “passaggi di registro” e dell’omogeneità timbrica
– Vocalizzi più complessi, spostandoci dalla zona centrale (intervalli di sesta, settima ed ottava, con e senza metronomo)
– Studio di brani compatibili con il livello raggiunto, composizione di brani originali adeguati al livello di studio
– Guida all’ascolto

Completamento del corso
Il terzo obbiettivo è quello di integrare la vocalità naturale con le esigenze stilistiche, rendendo l’allievo autonomo, quindi in grado di sfruttare le proprie possibilità espressive con la massima consapevolezza del proprio strumento, entro ed oltre i limiti della “vocalità naturale”.

– Riassunto di tutti gli esercizi fatti
– Studio del vibrato
– “Registro di fischio”
– “Vocal fry”
– Uso delle false corde e delle aritenoidi in relazione ai diversi assetti del risuonatore e dei diversi registri laringei
– Studio delle altre respirazioni
– Studio anatomico approfondito dell’apparato vocale (con attenzione alle sensazioni relative, nel rispetto dell’approccio olistico del canto)
– Studio di brani compatibili con il livello raggiunto, composizione di brani originali adeguati al livello di studio
– Guida all’ascolto

Simone Moscato